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sommario







pubblicato da
BALZANO Rosarita
(A022 - Italiano, storia, geografia, nella scuola seconda 
05/12/2019 21:02:21

ATTILA: “FLAGELLO DI DIO” O “EROE”?

"Dove passa Attila non cresce più l'erba": questo è il famoso detto sul re degli Unni perché era molto temuto dai suoi avversari ed era inoltre chiamato “flagello di Dio” proprio per la sua ferocia e malvagità. In realtà su di lui si hanno giudizi opposti: per gli Italiani e i Francesi era feroce e colpevole di devastanti saccheggi, mentre per i Tedeschi era un re saggio e per gli Ungheresi un eroe nazionale. In effetti quando gli Unni, popolo di guerrieri e conquistatori di origine mongolica, giunsero in Europa, nella seconda metà del IV sec., Attila non era ancora nato. I loro movimenti verso occidente causarono un vero e proprio effetto domino sulle popolazioni che vivevano nell’Europa centrale e che spostandosi giunsero ai confini dell’Impero, superandoli. Nel 445 d.C. Attila, divenuto unico sovrano della sua gente, dopo aver invaso l’Impero d’Oriente, ben presto si scontrò con l’Impero d’Occidente e sembra che una delle cause sia stata una donna di nome Onoria, sorella dell’imperatore Valentiniano III. La ragazza aveva chiesto aiuto al sovrano unno perché suo fratello le aveva imposto un matrimonio con un uomo contro il suo volere; Attila ne approfittò per chiederla in sposa, ma Valentiniano rifiutò la sua richiesta. Attila, infuriato, invase la Gallia: ne nacque uno scontro presso i Campi Catalaunici, dove combatté contro il generale Ezio. Nessuno dei due fu superiore all’altro, ma i barbari, ormai stanchi, dovettero allontanarsi dal territorio romano. Attila, deciso a riprendere in mano la situazione contro Valentiniano III, nel 452 d. C. invase l’Italia con l’intenzione di arrivare fino a Roma, ma sembra che papa Leone I sia intervenuto e lo abbia convinto con una grossa somma di denaro a ritirarsi in cambio della pace. Attila, allora, rinunciò a Onoria e tornò nel suo regno. Dopo la sua morte, avvenuta nel 453 d. C., la potenza degli Unni si dissolse in breve tempo.
Antonio Di Lucchio e Davide Petaccia
Classe I A









pubblicato da
BALZANO Rosarita
(A022 - Italiano, storia, geografia, nella scuola seconda 
04/12/2019 23:39:34

DISABILITÀ: UNA QUESTIONE DI PERCEZIONE

Il 3 dicembre ricorre la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita nel 1981 dalle Nazioni Unite. Quest’anno l’attenzione si focalizza sul tema del “Durante e dopo di noi”, con l'obiettivo di riconoscere ai cittadini con disabilità il diritto a essere adulti con le proprie caratteristiche e con il supporto necessario.
“Non lasciare nessuno indietro” è proprio l’indicazione dell’Agenda 2030 per ottenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo e promuovere una società per tutti.
In molti Paesi del mondo la disabilità continua a scontrarsi con barriere culturali e architettoniche la cui eliminazione rappresenta un obiettivo fondamentale per il benessere di quelle persone (80% nei Paesi in via di sviluppo) che convivono con una o più forme di disabilità. E le nostre città purtroppo, particolarmente per quel che riguarda le barriere architettoniche, hanno ancora molto da fare.
La partecipazione attiva di ciascun disabile e la conquista dell’autonomia personale cominciano assicurando il diritto all’istruzione a ciascun bambino, in particolare a coloro che a causa della loro disabilità, più degli altri sono esposti al rischio di discriminazione e violenza, spesso conseguenza di degrado e ignoranza.
Qui entra in gioco la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata il 13 dicembre 2006 dalle Nazioni Unite, il cui principale scopo è quello di assicurare tutti i diritti e tutte le libertà a tutte le persone con disabilità e di condannare ogni tipo di discriminazione.
Ma la Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità è anche un ammonimento per gli Stati, perché una società che non riconosce i diritti di chi è più debole è una società che non riconosce il valore della persona. Per questo deve essere assicurato un sistema educativo in cui l’inclusione scolastica sia un obiettivo prioritario, offrendo possibilità di istruzione specifiche, prendendosi cura della personalità di ciascuno, sviluppando talenti e creatività, secondo le potenzialità di ogni persona. A questo fine gli Stati vengono invitati ad adottare misure adeguate, ad impiegare come insegnanti anche lavoratori con disabilità e a formare professionisti che lavorino in tutti i livelli dell’istruzione e nei diversi campi di assistenza alla persona, alla comunicazione e all’autonomia anche attraverso l’uso di strumenti tecnologici e ambienti di apprendimento adatti alle persone con disabilità. In questo contesto l’Italia rappresenta un valido modello educativo nel panorama internazionale, nel quale l’istruzione rappresenta un potente strumento di inclusione e la scuola la più importante risposta sociale per contribuire alla crescita di una persona disabile.
Durante questa giornata si ricorda quindi che “La disabilità non è una coraggiosa lotta o "il coraggio di affrontare le avversità". La disabilità è un'arte. È un modo ingegnoso di vivere” (Neil Marcus) e che “Disabilità non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità” (Chris Bradford).
Oriana Di Battista e Francesca Manfredi - classe III D




 

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